"Immaginario Scomposto"

7 - 31 dicembre 2019

 

 

Sabato 7 dicembre 2019 alle ore 18,00, presso il centro culturale artistico Click Art, sito in via G. Dall’Occo, 1, nel centro storico di Cormano, tra corti cortili e palazzi del 1600 si inaugura la doppia mostra personale di Luigi Franco e Luigi Profeta.  In questa esposizione, i due artisti in questione, ci presentano un tracciato dei loro lavori, precedenti e nuovi della collezione 2018/19. Si intende il frutto di due artisti che lavorano moltissimo fianco a fianco, condividendo pittura, cultura, emozioni, dove la fusione è per loro essenza vitale, contraddistinta nelle loro opere. La somma di una ricerca interiore sempre in evoluzione, continua dell’essere, o meglio dell’anima. Luigi Franco, è sempre alla ricerca della “luce”, che si può vedere in ogni suo lavoro, che inizia con grossi e abbozzati colpi di spatola, fino al lavoro di fino, dove con il pennello, riesce ad “illuminare” la scena. Ci racconta Luigi Franco, che mentre dipinge, lui balla canta, è felice. Luigi Profeta, invece sonda il proprio inconscio a volo di gabbiano, nella spasmodica ricerca della sua memoria, attraverso i labirinti della mente, si addentra sempre più in profondità, nel tentativo di raggiungere il suo io più profondo. Le sue tele sono sempre molto calibrate, “ricche” di colore e materia che l’artista poi graffia e scolpisce, cercando di rappresentare la sofferenza dell’uomo. Due approcci molto diversi dunque, ma che in comune hanno la ricerca, lo studio, l’eleganza. Questi due artisti, sono reduci dalla importante mostra svoltasi in Spagna e precisamente a Calonge, in Catalunya, “Pintors de la LLombardia” organizzata dal Museo Scalvini di Desio, e selezionati dal direttore e pittore Cristiano Plicato, dove hanno riscosso notevole successo. La mostra si preannuncia di notevole spessore, e tutti quanti siete invitati ad ammirare questi artisti dall’animo gentile, che sicuramente non deluderanno le aspettative. Meritano di essere conosciuti e apprezzati da tutti, e questo lo possiamo fare a Cormano, da sabato 7 dicembre, giorno dell’inaugurazione alle ore 18,00, presso Click Art.

Luigi Franco, nasce a Sesto San Giovanni nel 1968, vive attualmente a Cinisello Balsamo in provincia di Milano. fin dalla prima infanzia, ha manifestato la passione per il disegno e la pittura, orientando così gli studi verso il liceo artistico, conseguendo il Diploma di maturità artistica. Questo ciclo di studi ha permesso di ampliare le conoscenze non solo artisticamente, imparando le varie tecniche del disegno, e poterle perfezionare nel tempo, grazie agli insegnamenti dei professori, ma anche culturalmente, grazie allo studio fondamentale della storia dell'arte, permettendogli di avere un confronto con tutti i più grandi artisti del passato con quello che è il suo stile e pensiero personale. Inizia così a dipingere prima da autodidatta e poi partecipando a diverse mostre e concorsi di pittura, ricevendo diversi riconoscimenti. I suoi quadri si ispirano ad artisti impressionisti. I suoi temi usati sono paesaggi, ritratti dove con il miscuglio di vari colori, luci e ombre e le varie tecniche usate trasmettono a coloro che li osservano sentimenti puri e stati d'animo sinceri e maggiormente emozioni. La pittura è la sua vita.

Sue opere sono in: Spagna  

Nel 2019 il museo di Calonge acquisisce l’opera “Brezza mattutina”

Nel 2019 la fondazione Jordi Comas acquisisce l’opera “Visione di città”

Nel 2019 la collezione Zanni acquisisce un’opera

Dal 2019 entra a far parte del direttivo del centro culturale artistico Click Art via G.Dall'Occo1, Cormano MI

 

Così descrive Luigi Franco, il critico Maria Luigia Lattanzi. Lieve soffio dell’anima, luce dall’alba all’orizzonte, il sole oltre la bruma, il ghiaccio sul parabrezza che si scioglie ai primi tenui raggi di mattini primaverili. Crepitii di foglie secche sotto i piedi passeggiando nei viali milanesi d’autunno. Colore e calore sovrapposto. Inverno, freddo e malinconico. Stile ed eleganza dei tratti e delle cromature. La materia si plasma e sfuma fra le mani a coglierne l’essenzialità del messaggio. Luce che emerge dall’uragano che ti inghiotte nel centro del vortice. La quiete dopo la tempesta che placa gli animi. Aurora boreale che incendia cieli notturni, tingendoli di colori che rievocano paesaggi mitici. Stile ed eleganza dei segni. Essenzialità dei messaggi, vortice di luce e sinfonia di note ipnotiche. Le sue tele sciolgono l’irrequietezza e l’ansia, togliendoti la nebbia dagli occhi affinché tu possa avere la visione reale di ciò che prima appariva confuso ed incomprensibile. Ecco allora che la brezza fresca del mattino spazza le nubi della notte tingendo  cieli di sfumature e plasmando paesaggi essenziali.

 

Luigi Profeta è nato a Milano il 13 Luglio 1969, vive e lavora a Cormano (MI)

ha al suo attivo numerose esperienze nel campo della fotografia e numerose collaborazioni  con laboratori privati e fotografi di livello nazionale. Nel 1999 ha cominciato la sua esperienza pittorica artistica da autodidatta con la spinta del  Maestro Alfonso Madaluni. IL quale lo sprona ad organizzare una propria mostra personale, che lo proietteranno nel mondo contemporaneo dell’arte.  Dipinge per privati numerosi Murales e pannelli di notevoli dimensioni.

Diversi lavori su commissione gli vengono offerti; Lavori che gli hanno  permesso di continuare a coltivare il sogno della pittura. Nel 2004 Comincia a realizzare corsi di fotografia, corsi pittura per adulti e  artisti che vogliono imparare nuove tecniche. Con il passare degli anni è diventata un’attività quasi giornaliera. Esegue sempre negli stessi anni dimostrazioni in scuole ed asili.

 

Sue opere sono in: Belgio, Francia, Svizzera, Spagna, Taiwan    

 

Nel 2019 il museo di Calonge acquisisce l’opera “Evanescenti memorie”

Nel 2019 la fondazione Jordi Comas acquisisce l’opera “Tormento”

Nel 2019 la collezione Zanni acquisisce un’opera   

                                                             

Dal 2009 entra a far parte del direttivo del centro culturale Athena via Pietro Custodi 16 Milano

Nel 2011 entra a far parte del Museo della permanente a Milano

Dal 2013 è fondatore e Presidente del Centro Culturale Artistico Click Art

Dal 2014 fa parte del gruppo fotografi dello spazio E

Nel 2016 è fondatore del movimento Psicoavanguardia

 

Così descrive Luigi Profeta, il critico Paolo Levi. La sperimentazione di Luigi Profeta si costruisce su geometrie nette e superfici polimateriche, che dividono lo spazio tramite sagome dai contorni precisi, contrassegnate da un colore o da un motivo specifico.          Le cromie che appaiono in questi lavori sono forti, incisive, accostate in molti casi a lastre di materia metallica. Il suo comporre è sempre calibrato, ordinato e razionale - anche quando gli spazi appaiono gremiti di grovigli filiformi -  basandosi sulla dialettica tra forme e sostanze diverse, sull’alternanza di forme geometriche (cubi, parallelepipedi, sfere) che emergono in bassorilievo e, superfici piatte e monocrome, su cui elementi tessili giocano spesso di contrasto. Profeta rivela sapienza costruttiva negli accostamenti, dando vita a tensioni tra ordine e caos, tra istinto e ragione, dove anche parole e numeri diventano le tracce simboliche di un percorso laborioso e introspettivo, che si rivela nella testimonianza esplicitamente narrativa delle sue titolazioni. Le forme in cui si declina il suo percorso artistico ricordano le architetture primarie di certe costruzioni giocattolo, anche se qui nulla fa pensare a un intento ludico, né tanto meno al ritrovamento di un tempo perduto. Si tratta piuttosto di una ricognizione sulle origini della forma, e sulla purezza delle geometrie euclidee, esplorate come fonte primaria di comprensione delle regole che governano le forze della natura, e quindi anche come utopia di un apparato regolatore su cui ordinare i comportamenti umani. Partendo da questo dato, diventa chiaro, sul piano metaforico dell’avvertimento esistenziale, il senso di queste opere e la potenzialità comunicativa del loro messaggio : la ragione geometrica che si traduce in forma, materia e colore, è il filo d’Arianna capace di eludere le insidie dei labirinti dell’inconscio.

 

Così descrive Luigi Profeta, il critico Maria Luigia Lattanzi.  Irrequietezza. Bisogno costante di emergere da un passato importante a cui rimanere aggrappato con esile filo che non diventi zavorra però. Memorie coltivate affinché non svaniscano. Messaggi conservati e celati ad occhi indiscreti , protetti con cura sotto strati di materia e colori. Quel filo d’Arianna lasciato per non perdersi nel labirinto dei tormenti e ritrovare la strada verso la quiete , verso l’equilibrio fra ordine e caos. In Lui la materia, la terra , l’aria satura, il fumo, le colature, le crepe nel muro, il filo da suture per chiudere ferite circoscritte, segnate ed evidenziate. Offese alla terra, all’io, al tempo alla storia,  fuori dallo spazio, fuori dal cerchio per osare, per uscire da stereotipi e condizionamenti, spatola che aggiunge, salda, unisce. Ma anche messaggi affrancati, provenienti da un passato neanche tanto lontano, strappati per carpirne i segreti da condividere con uomini e donne resilienti. Istantanee, polaroid di un’epoca in cui nulla era dato per scontato, dove la più piccola conquista aveva il gusto amaro della bocca riarsa, dove assaporata la polvere ci  si rialzava sempre, ammaccati ma dritti in avanti comunque.

                                                                                                                  

Lo yin e yang.   

 

Dunque in queste opere. Un corpo,  un cosmo in miniatura, quale lente di ingrandimento del cosmo più “grande” detto natura. In essa c’è un ordine, un principio di flusso costante, in contrasto con il principio fondamentale che tutto muta. In un mondo moderno, fatto di apparenza, quando scienziati e letterati fanno a gara per sondare la psiche umana, incontriamo artisti visionari che sperimentano linguaggi visivi inediti, capaci di schiudere i regni dell’immaginazione e del sogno e far risuonare la voce degli stati d’animo.